Architetto · Milano

Pensare
con le mani

La matita non illustra un'idea già pronta. La trova. Dodici lezioni in cui un architetto mostra come il disegno a mano diventa un modo di ragionare.

Guarda le tavole
  • dal 2014Co-direttore artistico delle gallerie del Refettorio delle Stelline, Milano
  • 180+Mostre e progetti espositivi firmati, da Andy Warhol a Memphis
  • 100+Tavole a mano libera oggi in collezioni private
  • OrdineCorso nato con l'Ordine degli Architetti di Sondrio
Antonio Sant'Elia, Stazione d'aeroplani e treni, 1914
Antonio Sant'Elia · Stazione d'aeroplani e treni, 1914
Creval Art Galleries · 2017–18

Tavole e disegni

I disegni di Leo e le tavole del volume Creval Art Galleries (2017–18). Qui ne trovi sei, rinnovate ogni settimana. Tutte le altre sono nella galleria.

«Ho due mani, dieci dita, due occhi, un cervello, moltissime inquietudini: io disegno.» — Leo Guerra

Corso video · 12 lezioni

Pensare con le mani

Dalla matita grassa all'acquerello. Ogni lezione parte da un materiale e arriva a un modo di vedere. La prima lezione è aperta: basta dirmi dove inviarla.

  1. 01IntroduzioneAperta

    Perché un corso di disegno a mano per architetti, oggi. Leo presenta gli strumenti, le carte (le migliori sono le più economiche) e i maestri che pensavano con le mani, da Le Corbusier a Gio Ponti.

  2. 02Matita grassaCorso

    Matita grassa (3B–5B) su cartoncino: Leo maschera con nastro adesivo, disegna anche con la gomma e stende caffè puro. Soggetti: uno scorcio di Amsterdam Zuid e rovine di un tempio attico alla maniera dei carnets di Le Corbusier.

  3. 03Matita secca + CarboncinoCorso

    Matita a punta secca per le case di Umberto Riva a Stintino e, a mano libera, la casa di Cesare Cattaneo a Cernobbio; poi il frottage dei surrealisti e il carboncino, con nastro e bisturi, per la Main Ouverte di Le Corbusier.

  4. 04CarboneCorso

    Carbone di legna (fusaggine) su cartone riciclato, con nastro adesivo e sfumino: la cappella cimiteriale di Asplund presso Stoccolma, un parlamento di Louis Kahn con tempera bianca e un posacenere di Marianne Brandt.

  5. 05AcquerelloCorso

    Acquerello su carta Arches, dopo un disegno a mina sottile: il convento di Gabetti e Isola nelle valli alpine, un interno alla Steven Holl con colori che si fondono, e un vaso di Ettore Sottsass, chiuso con pennino e china.

  6. 06ChinaCorso

    China nera su cartoncino d'acquerello: il Teatro del Mondo alla maniera di Aldo Rossi, con caffè e pastelli a cera; poi pennellessa quasi asciutta, nastro e lametta per un edificio in calcestruzzo su carta da lucido.

  7. 07TemperaCorso

    Tempera su cartoncino rigido: la Mano aperta di Le Corbusier a Chandigarh, la facciata brutalista del SESC Pompéia di Lina Bo Bardi e un allestimento di Ralph Erskine. Spatola, mascherature con nastro e acetato, lametta e pennello tagliato.

  8. 08AerografoCorso

    Aerografo su cartoncino grigio, con tempera bianca e carboncino: la villa La Moresca di Luigi Moretti sul litorale romano. Più ti avvicini, più il nero è intenso; più ti allontani, più diventa nebbia atmosferica.

  9. 09MarkerCorso

    Marker Pantone su carta e quaderno a quadretti: una chaise longue degli Eames, la poltroncina Selene di Vico Magistretti e una veduta alla maniera di Aldo Rossi. Prima il tratto a china, poi campiture sovrapposte che lasciano intatte le linee di costruzione.

  10. 10PennarelloCorso

    Semplici pennarelli su taccuino: la Chiesa dell'Autostrada del Sole di Michelucci, il Pantheon alla maniera di Siza, architetture alla Le Corbusier e alla Sant'Elia. Il disegno a mano libera come gesto democratico: bastano strumenti di base.

  11. 11GiapponeCorso

    Fard, stencil di nastro e carboncino per far emergere dalla nebbia un padiglione di Kazuyo Sejima; poi, al campus Bocconi di SANAA a Milano, un disegno in negativo a pennarello acquerellabile e uno a matita grassa in wireframe.

  12. 12Palestra di disegno – MilanoCorso

    Palestra di disegno per le strade di Milano: con pennarello acquerellabile, pennello a serbatoio e matita grassa, Leo ritrae sul taccuino la Ca' Brutta di Muzio, la Montecatini di Gio Ponti, Brera e la Bocconi di Grafton.

▶

Se il video non parte, aprilo qui ↗

Anteprima · 6 minuti dalla lezione 01. La lezione intera te la mando io: basta un indirizzo email.

Il metodo

Sei ore. Niente teoria.
Solo mani, carta e un architetto
che disegna davanti a te.

I

Tutto è pratica

Dodici moduli da trenta minuti, disegnati in presa diretta. Metti in pausa e disegna con me, oppure guarda e poi riparti da solo.

II

Un materiale per lezione

Matita, carboncino, carbone, acquerello, china, tempera, aerografo, marker, pennarello. Dal foglio bianco all'opera finita, senza saltare i passaggi.

III

Disegnare come i maestri

Le Corbusier, Kahn, Scarpa, Aalto, Ponti. Non per imitarli: per ripercorrere come guardavano.

IV

La palestra in città

L'ultima lezione esce per le strade di Milano, con il carnet in mano.

V

Strumenti poveri

La carta migliore è anche la più economica. E si disegna perfino con fard, caffè e vino.

VI

Sottotitoli in tre lingue

Italiano, inglese, giapponese. Rivedi ogni lezione quando vuoi.

VII

Crediti formativi CFP

Per gli architetti iscritti all'Ordine, il corso vale come formazione continua obbligatoria. [da confermare: numero di crediti]

Prima · Dopo
  • Davanti allo schermo l'idea non arriva.Prendi la matita e il pensiero si muove.
  • Eviti il foglio perché “non sai disegnare”.Disegni per pensare, non per essere bravo. E puoi sbagliare.
  • Il digitale fa tutto, ma resta un vuoto.Ritrovi un segno tuo, e il peso di un lavoro fatto a mano.
  • Attraversi la città senza vederla.La guardi con occhi da disegnatore.

Non imparerai a disegnare bene. Ritroverai le mani per pensare.

Per chi è

Non è un corso per imparare a disegnare bene. È per chi vuole pensare meglio, e ha deciso di farlo con una matita.

Architetti e progettisti

Che lavorano al computer e sentono che l'idea nasce altrove.

Adulti che tornano al foglio

Dopo anni. Non per hobby: per capire come guardano.

Chi insegna

Docenti, formatori, musicisti. Chi sa che la mano insegna prima della parola.

Leo Guerra
Leo Guerra, dalla lezione 01
Chi insegna

Leo Guerra

Architetto ed exhibition designer, nato a Sondrio nel 1972. Dottore in Architettura con lode al Politecnico di Milano, dal 2014 è co-direttore artistico della Galleria Refettorio delle Stelline di Milano, dove ha firmato mostre da Andy Warhol a Memphis.

Dal 2020 disegna a mano, in prospettiva, le architetture delle avanguardie del Novecento: oltre cento tavole oggi in collezioni private. Ha imparato da suo padre, illustratore. Questo corso nasce con l'Ordine degli Architetti di Sondrio.

«Non sono un passatista. Sono un archeologo del moderno.»

Lavori scelti
  • 2026Andy Warhol. Passaggio in Italia — Milano, Refettorio delle Stelline → Napoli, Museo di Capodimonte · curatela e allestimento
  • 2024La Collezione Crédit Agricole Italia. Da Arturo Martini a Andy Warhol — allestimento permanente, Milano
  • 2024Alberto Casiraghy. Venezia — Bottega Cini, Fondazione Giorgio Cini · allestimento
  • 2020The Last Supper Recall — Milano, Palazzo delle Stelline, con MoMA New York e Cenacolo Vinciano
  • 2016Creval Contemporary — La Triennale di Milano, Design Week
  • 2014Memphis. Design 1980–1990 · Franco Grignani, con Gillo Dorfles — Milano
  • 1999Dottore in Architettura, Politecnico di Milano — laurea quinquennale, 100/100 con lode · abilitazione europea alla professione (2000)
  • 1994–2004Assistente al Laboratorio di Progettazione, Politecnico di Milano · idoneo alla docenza di Progettazione di Allestimenti (2017)
Sulla stampa
  • Il Sole 24 Ore · 2026«Warhol and his love for Italia»: il quotidiano economico italiano racconta «Andy Warhol. Passaggio in Italia», la mostra curata e allestita da Leo.
  • MilanoFinanza · 2026Sulla stessa mostra: «svela un lato poco conosciuto del maestro della Pop Art».
  • Doppiozero · 2016Elio Grazioli su «Muybridge Recall», a cura di Leo Guerra e Cristina Quadrio Curzio: «la mostra milanese diventa esemplare».
  • Domus · 2015«Unknown Pleasures»: il progetto di contro-design di Leo Guerra e Cristina Quadrio Curzio per la Design Week.